Funghi (non solo ‘magici’) per salvare le api (e il mondo)?

Recenti studi scientifici (ripresi anche dalla rivista Nature) hanno rivelato che gli estratti di micelio da escrescenze gommose e funghi che crescono spontaneamente sulla corteccia di albeamadouri in putrefazione riducono i virus che stanno decimando le colonie di api. L’esperimento sul campo, basato sugli estratti di funghi parassiti noti come red reishi e amadou, ha avuto un successo 45.000 volte superiore rispetto al campione di controllo.

Questi risultati, e le possibili conseguenze benefiche a tutto tondo, vengono ora sintetizzati in articolo pubblicato a fine 2018 nella sezione “opinioni” del New York Times. Lo firma Paul Stamets, micologo di fama mondiale e fondatore di un’apposita azienda di mico-terapia e supplementi alimentari, nonché autore di numerosi libri in tema e tra gli animatori della campagna Save the Bees.

A un certo punto degli anni 1980, i microscopici acari ( Varroa destructor) che avevano già colpito molti apiari al di fuori degli Usa,  sono arrivati anche in Florida e Wisconsin e da qui nel resto del Paese. Questi parassiti hanno invaso e decimato le colonie di api selvatiche e domestiche. Tra l’aprile 2017 e l’aprile 2018, gli apicoltori statunitensi hanno perso una stima pari al  40 per cento delle loro colonie.

D’altronde le proprietà antivirali e altre funzioni utili del micelio sono già note agli scienziati, pur senza comprenderne ancora il meccanismo preciso: il famoso “Iceman” di 5.300 anni fa, scoperto nei ghiacchiai alpini nel 1991, aveva con sè dei resti di amadou. E il red reishi è usato nella medicina tradizionale asiatica per rafforzare il sistema immunitario, oltre che per disturbi quali alto coleresterolo, glicemia, aritmia cardiaca.

Sulla base degli ultimi test, l’ipotesi attuale è che tali funghi sembrano  in grado di rafforzare anche il sistema immunitario delle api contro questi virus. Le sostanza usate finora si sono rivelate un buco nell’acqua, inclusi i pesticidi sintetici, che ovviamente provocano danni aggiuntivi alle api e alle colture che visitano in continuazione. E puntando sull’urgenza di ulteriori indagini sul campo, l’obiettivo immediato degli studiosi Usa è quello di «lanciare un’ente nonprofit che renda disponibile quest’estratto dai funghi tramite alimentatori simili a quelli per i colibrì, in modo che tutti possano piazzarli nel giardino di casa o sui balconi e aiutare così a salvare le api».

Possibilità questa che amplia certe idee di Paul Stamets, illustrate in dettaglio soprattutto nel libro “Mycelium Running: How Mushrooms Can Help Save the World” (2005), e ribadite in chiusura dell’articolo in questione:

Questi estratti miceliali possono essere utili anche per altre specie animali, dai maiali agli uccelli. Servono però altri studi clinici  per verificarne l’efficacia o meno su scala più ampia.  La micologia è un campo di studi con pochi fondi e sostenitori, ma con  incredibili potenzialità per salvare la vita delle api e degli esseri umani.

Paul StametsÈ vitale che notizie simili circolino sulle grandi testate e non solo in Usa, ben al di là della ristretta cerchia degli addetti ai lavori, insieme agli analoghi rilanci online di qualche appassionato italiano. E oltre alle varie iniziative in corso per salvare le api, non vanno dimenticati i molteplici effetti terapeutici dei “funghi magici”, ben descritti nel recente best-seller di Michael Pollan. Il cui secondo capitolo è dedicato, non certo a caso, quasi interamente alla figura di Paul Stamets – descrivendone l’attrazione e le sperimentazioni giovanili per i funghi, l’approccio autodidatta ed eclettico alla micologia e le odierne attività a tutto campo anche nel contesto medico-psichedelico.

Né va dimenticata la sua autorevole e ancora attuale guida sul campo Psilocybin Mushroom of the World (1996), mentre per saperne di più sono caldamente consigliati un recente podcast e il TED Talk del 2008 [in inglese] che racchiudono lo Stamets-pensiero e tante altre notizie utilissime, se non proprio per salvare il mondo quantomeno per impegnarsi a cambiare in meglio il quotidiano vissuto pur nel nostro piccolo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *