Utili segnalazioni nostrane

Nel giro dell’informazione mainstream sembra finalmente emergere qualche segnale d’interesse quantomeno per gli aspetti più strettamente scientifici dell’odierno revival psichedelico. È il caso del libro Lsd – Storia di una sostanza stupefacente, curato dalla giornalista Agnese Codignola e pubblicato da Utet Libri. Come spiega una intervista-recensione su TheSubmarine.it, il testo «racconta la storia dell’acido dalla sua nascita fino alle ricerche più recenti, svelando il potenziale terapeutico di una sostanza che è stata a lungo demonizzata».

Stimolata dai primi resoconti delle “riviste scientifiche internazionali che ne parlavano fin dal 2015”, l’autrice offre una succinta panoramica del passato storico legato a questa sostanza per poi focalizzarsi sui recenti esperimenti, soprattutto quelli condotti presso l’Imperial College londinese dal team di Carhart-Harris, evidenziandone le annesse potenzialità terapeutiche. Pur con varie approssimazioni o lacune, è comunque importante sottolineare il messaggio di fondo del libro, ribadito in chiusura dell’intervista stessa:

Oggi, però, almeno per quanto riguarda l’LSD, si tratta di rivalutare delle potenzialità, che sono soprattutto terapeutiche. I metodi ci sono, l’evidenza scientifica anche e ormai in molti paesi, anche se non Italia, l’atteggiamento nei confronti di questa sostanza comincia a cambiare. Se ci pensi, Nixon disse che Leary era l’uomo più pericoloso del mondo. Non siamo più in quel clima lì, per fortuna.

Un altro articolo su Rivista Studio parla dello stesso libro, definendolo addirittura «Una vera sorpresa, italiana». E ancora più sorprendente è il fatto che in apertura c’è un accenno al libro di Michael Pollan (già ampiamente discusso su questo sito). Peccato che non si vada oltre le poche battute superficiali, e sarebbe bastato un veloce giro online per trovare qualcosa di un minimo più interessante, visto che l’autrice del pezzo non ha certamente letto il libro inglese.

In ogni caso, anche qui ci si concentra solo sull’Lsd tralasciando invece le altre sostanza enteogene oggetto di questi studi scientifici. Sarà mica che nell’immaginario culturale nostrano quella sigla di tre lettere “vende bene” perché evoca tuttora certi eccessi della controcultura di 50 anni fa? Nonostante quanto diceva sopra Agnese Codignola. O forse è per semplificare le cose al “lettore comune italiano”, che, si sa, non può certo afferrare spiegazioni o riflessioni più articolate su temi così “astrusi”? Mah….

Invece su Alfabeta2.it è appena apparso un articolo di Bernardo Parrella che dettaglia, appunto, i contenuti e le ricadute del libro di Pollan, ampliando quanto già illustrato in un  articolo del novembre scorso. Rimarcando le potenzialità degli allucinogeni così ben illustrate dall’autore americano pur nell’attuale scenario proibizionista, il pezzo chiude così:

La speranza è che l’efficacia terapeutica dimostrata dalle “droghe” psichedeliche possa far breccia in un proibizionismo che sembra scricchiolare ma vanta ancora il cruciale sostegno politici e legislatori Usa, se non più della maggioranza dei cittadini.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *