Il parlamento norvegese punta alla depenalizzazione

Decriminalizzazione in NorvegiaProcede in Norvegia il cammino verso la depenalizzazione delle sostanze illegali, puntando sul trattamento anziché su norme punitive nei confronti dei tossicodipendenti. A schiacciante maggioranza (133 sì su 175 seggi) il parlamento (Storting) ha approvato le disposizioni che impongono al governo nazionale di procedere alla riforma delle attuali normative in tema di droga, grazie al voto congiunto di Conservatori (Hoyre), Liberali (Venstre), Laburisti (Ap) e Socialisti (SV).

Spiegando che l’obiettivo di fondo è «smettere di punire persone che hanno dei problemi, per offrire invece loro aiuto e trattamento», Nicolas Wilkinson, portavoce del partito socialista, ha aggiunto che gradualmente le competenze per chi fa uso di droghe illegali verranno trasferite dal sistema giudiziario a quello sanitario.

In precedenza lo stesso Ministro di giustizia, Anders Anundsen, aveva chiarito che questo percorso punta esplicitamente ad aiutare i tossicodipendenti a liberarsi dalla dipendenza, ribandendo comunque: «chi dovesse violare i termini del programma, dovrà scontare la comune pena carceraria». Ha aggiunto Sveinung Stensland, vice-presidente della comissione sanataria dello Storting:

Ci vorrà tempo per implementare questi cambiamenti, ma l’importante è che poggiano su una visione del tutto nuova: quanti fanno abuso di sostanze illegali dovrebbero essere trattati come malati e non come criminali soggetti a tipiche sanzioni quali multe e reclusione.

La manovra rientra nel più ampio programma governativo avviato nel 2006, e recepito nel sistema giudiziario lo scorso anno, che prevede sanzioni alternative al carcere per chi fa uso di sostanze illegali, tramite strutture per gli eroinomani come quelle già attive a Bergen e Oslo. Questo percorso di decriminalizzazione trova riscontro anche nella sentenza dello scorso agosto con con cui la Corte Suprema aveva tramutato in 45 ore di servizi comunitari i cinque mesi di carcere a cui era stato inizialmente condannanato un programmatore locale, trovato con 131 dosi di LSD, riconosciute dai giudici «a scopo personale per facilitare la meditazione e l’introspezione».

La decisione delle autorità norvegesi si affianca dalla depenalizzazione per uso personale attivata in Portogallo fin dal 2001, come risposta alla perdurante diffusione dell’eroina e al maggior tasso di morti per Aids registrato nell’Unione Europea. E come confermano analoghe riforme avviate da tempo in Olanda, Uruguay e alcuni Stati Usa, il fronte anti-proibizionista va guadagnando gradualmente terreno, sotto la spinta dell’opinione pubblica e il coraggio dei legislatori.

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