22 novembre 1963: se ne andava Aldous Huxley

Aldous Huxley, 1954Autore di opere brillanti e visionarie, tra cui Il Mondo Nuovo, Giallo Cromo, Punto e Contrappunto, Aldous Huxley (1894-1963) era fortemente interessato a temi spirituali come la parapsicologia e il misticismo orientale (seguì gli insegnamenti di J. Krishnamurti e poi di Swami Prabhavananda) oltre che essere noto per sostenere e fare uso di allucinogeni. Fra l’altro, proprio il termine “psichedelico” (vale a dire: che induce la psiche a manifestarsi) nacque da un intenso scambio epistolare tra lui e lo psichiatra canadese Humprey Osmond nel 1956. Due anni prima la sua esperienza con la mescalina fu l’ispirazione per scrivere l’opera seminale Le porte della percezione – da cui è tratta la seguente citazione:

Che l’umanità in genere sarà mai in grado di fare a meno dei Paradisi Artificiali, sembra molto improbabile. La maggior parte degli uomini e delle donne conduce una vita, nella peggiore delle ipotesi così penosa, nella migliore così monotona, povera e limitata, che il desiderio di evadere, la smania di trascendere se stessi, sia pure per qualche momento, è, ed è stato sempre, uno dei principali bisogni dell’anima. L’Arte e la Religione, i carnevali e i saturnali, la danza e l’oratoria, sono serviti tutti, come disse H. G. Wells, da Brecce nel Muro. E per l’uso privato e quotidiano vi sono sempre stati gli stupefacenti chimici. Tutti i sedativi e i narcotici vegetali, tutte le sostanze euforiche che crescono in piante, gli stupefacenti che si sviluppano in bacche o si estraggono dalle radici, tutti, senza eccezione, sono stati conosciuti e sistematicamente usati dagli esseri umani da tempo immemorabile. E a questi modificatori naturali della coscienza, la scienza moderna ha aggiunto la sua parte di sostanze sintetiche, il cloralio, per esempio, e la benzedrina, i bromuri e i barbiturici. (pp. 70-71)

Furono soprattutto i suoi interventi pubblici tesi all’espansione della coscienza e allo sviluppo del potenziale umano furono in buona parte responsabili per la fondazione nel 1962 dell’Esalen Institute a Big Sur, lungo la costa californiana settentrionale. E altre pratiche di vita chiaramente ispirate agli psichedelici compaiono ripetutamente nel suo ultimo romanzo, L’isola – da cui è tratta la seguente citazione:

Mangiare, bere, morire: tre manifestazioni fondamentali della vita universale e impersonale. Gli animali vivono questa esistenza impersonale e universale senza conoscerne la natura. La gente comune ne conosce la natura, ma non la vive e, anche se vi pensa seriamente, si rifiuta di accettarla. Le persone illuminate la conoscono, la vivono e l’accettano completamente. Mangiano con una differenza, bevono con una differenza e muoiono con una differenza. (p. 271)

Nel 1960 gli fu diagnosticato un cancro alla laringe e la vista, limitata fin dalla giovane età, riprese a peggiorare, dopo i costanti miglioramenti dovuti al metodo Bates e alla luce del deserto californiano. Il 12 maggio 1961 un incendio divampato nella sua casa ne distrusse tutti i libri, carte e documenti. Huxley è spirato alle 17.20 (ora di Los Angeles) del 22 novembre di 54 anni fa, quasi nello stesso momento in cui morivano anche lo scrittore anglo-irlandese C.S. Lewis (autore del ciclo di letteratura fantastica Le cronache di Narnia) e il presidente americano J.F. Kennedy, assassinato a Dallas. Come racconta Laura Archera Huxley – seconda moglie di Aldous dal 1956, di origini torinesi ma da tempo residente oltre oceano – nel suo libro del 1968, This Timeless Moment (purtroppo mai tradotto in italiano), sul letto di morte egli le chiese per iscritto di ricevere un’iniezione intramuscolare di 100 microgrammi di LSD, accompagnandone poi il trapasso con la lettura di passi del Libro tibetano dei morti.

One Comment

  1. C’entra relativamente, ma in questi giorni sto scoprendo la figura del nonno di Huxley, Thomas Henry, capostipite (ma poi chissà) di questa incredibile dinastia di grandi scienziati e sperimentatori. Fu uno dei più decisi difensori di Darwin e ricordato per alcuni storici eventi tipo questo: https://en.wikipedia.org/wiki/1860_Oxford_evolution_debate. Forse un modo per avvicinarlo di più a suo nipote è ricordare che si deve a lui l’invenzione moderna del termine “agnosticismo”, e la conseguente necessaria predisposizione alla ‘ricerca’; non sapevo delle modalità con cui Aldous decise di andarsene ma direi che ha esplorato la conoscenza fino all’ultimo, degno erede, in un certo senso.

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