Il revival psichedelico. Promesse e potenzialità

Da Alfabeta2Oggi su Alfabeta2.it un ampio articolo che sintetizza il quadro complessivo di questo revival in corso, dai progressi della ricerca scientifica ai vari agganci a livello letterario, musicale, artistico, culturale e spirituale. Sottolineandone gli sviluppi a livello internazionale, l’articolo include anche diversi riferimenti alla scena italiana. Eccone alcuni stralci:

….pur se il termine “rinascimento psichedelico” gira da parecchio, oggi appare l’esatta fotografia di questo fermento che va abbracciando diverse generazioni e i settori più disparati della società in ogni parte nel mondo. Di fatto il clima socio-politico è mutato, come è cresciuto il dovuto riconoscimento per un importante periodo storico della cultura occidentale, il periodo a cavallo tra la fin degli anni ’60 e i primi ’70, appunto. Al contempo è cresciuto l’interesse per pratiche come la meditazione e lo yoga, la ricerca interiore e i ritiri spirituali, i cui effetti in fondo non sono troppo lontani da quelli degli “stati alterati di coscienza”. Fino agli studi scientifici sulla consapevolezza e sull’evoluzione della coscienza, insieme a quelli sui cambiamenti della struttura molecolare nel cervello che sono alla base dell’esperienza psichedelica ma anche mistico-religiosa (ambiti che coinvolgono anche il Dalai Lama nel progetto “La scienza incontra il Dharma”).

D’altronde i tempi sembrano più che maturi per questo diffuso revival, vista la crescente percezione positiva nei confronti degli allucinogeni da parte dell’opinione pubblica americana e internazionale. Un percorso in parte analogo a quello che ha portato negli ultimi anni alla decriminalizzazione e all’impiego terapeutico della marijuana in molti Paesi. Uno scenario in cui rientra a pieno titolo, per fare un altro esempio, il diffuso ricorso alle microdosi psicoattive, dove l’obiettivo non è certo quello di sperimentare i tipici effetti psichedelici, bensì di usare dosi minime di Lsd o di psilocibina come stimolanti generali, per risvegliare la concentrazione e la creatività, in maniera analoga a certe sostanze nootrope.

Un quadro dinamico e coinvolgente a cui vanno aggiunti i molteplici convegni ed eventi che si svolgono periodicamente in varie parti del mondo. Tra questi la Psychedelic Science 2017, organizzata da Maps lo scorso aprile a Oakland, in California, che ha attirato 3.000 persone provenienti da almeno 39 Paesi; la bi-annuale Breaking Convention, la cui edizione londinese dell’estate scorsa (vedesi foto sopra) ha visto la presentazione di oltre 150 relazioni dei maggiori esperti mondiali; e la Seconda conferenza mondiale sull’ayahuasca, svoltasi nell’ottobre scorso a Rio Branco, nell’amazzonia brasiliana. In quest’ambito qualcosa si muove anche in Italia, con il convegno internazionale Diritto alla Scienza e Libertà di Ricerca sulle sostanze stupefacenti e psicotrope organizzato a fine settembre presso l’Università di Torino dall’Associazione Luca Coscioni, oltre alle attività della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza (Sissc), tra cui dibattiti, seminari e la pubblicazione della rivista annuale Altrove. E l’etnologo Giorgio Samorini preannuncia sulla sua pagina Facebook iniziative collaborative sulle “terapie psichedeliche” inclusi corsi formazione presso le Usl locali.

Pur senza nascondere i possibili rischi o problemi legati all’uso di queste sostanze e ribadendone l’assunzione sotto controllo medico, il tratto comune dell’approccio giornalistico insiste sull’immediata rimozione del divieto di ricerca sugli psichedelici e sulla necessità di aprire al massimo il dibattito pubblico. È quanto hanno fatto, per esempio, prestigiose pubblicazioni scientifiche come Scientific American e note testate quali New York Times, Forbes, Rolling Stone ed Economist fino ai servizi mandati in onda da Bbc, Cnn e Pbs, con qualche tardivo rilancio anche nella scena nostrana. Ulteriori elementi a conferma del fatto che questa riscoperta a tutto campo degli allucinogeni promette ancora parecchio e merita più che mai l’attenzione generale.

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